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LE MODERNE STRATEGIA PER IL CORRETTO TRATTAMENTO DEI RIFIUTI. Stampa E-mail
giovedì 08 gennaio 2009
“Gestire” nel modo migliore possibile i rifiuti è un problema antico almeno quanto è antico il concetto di società e convivenza. Da sempre infatti le comunità hanno avvertito il bisogno di limitare i problemi legati alla produzione di rifiuti e trovare il modo migliore per disfarsi di ciò che non serviva più o non era più utilizzabile.
I modi e le “strategie” usate sono state naturalmente differenti nel corso dei secoli ed hanno risentito delle credenze, delle conoscenze e non da ultimo della sensibilità dei vari periodi storici.

Come non ricordare ad esempio che nell’antichità i contadini già conoscevano in forma rudimentale il principio del compostaggio? E come non sottolineare che un tempo il fuoco era inteso come un agente purificatore ed igenizzante. Ebbene sono questi solo alcuni esempi di come seppur radicalmente mutato l’uomo si è sempre posto il problema del rifiuto e del suo miglior trattamento.
La povertà di un tempo costringeva ad esempio  i contadini a racimolare ogni organico possibile per cibare il bestiame, il freddo induceva a utilizzare i rimasugli del legno o gli stracci come elementi da ardere nel camino per scaldarsi. Un altro esempio può essere il racconto di come i rifiuti venivano bruciati nella ferma convinzione (oggi oramai del tutto superata) che il fuoco nell’ardere purificava eliminando i pericoli di contaminazioni ed epidemie per la popolazione.
Il progresso della coscienza civica, il concetto di salvaguardia dell’ambiente hanno solo nell’era moderna posto il problema reale della migliore forma possibile di gestione dei rifiuti.
Oggi ad esempio è radicalmente cambiato l’approccio al sistema di incenerimento del rifiuto, e alcuni eventi tragici (si ricordi l’incidente di Seveso nel 1976) hanno portato alla profonda e sostanziale modifica del trattamento dei rifiuti per combustione.
I governi, nel tempo hanno capito che il problema della gestione dei rifiuti necessitava di un approccio comune, pur non dando spesso nei fatti continuità alle idee. Gli aspetti economici, la presenza di forti lobbies industriali hanno fortemente influenzato gli approcci, ed in tal senso i paesi più fortemente industrializzati hanno sempre mostrato una certa difficoltà ad applicare alla lettere le disposizioni normative, anche perché– ed è questo un nodo importante della questione – a livello di relazioni internazionali gli accordi sottoscritti dagli stati necessitano per la loro applicazione di una consequenzialità che ancora oggi non è obbligatoria ma su base volontaria.
Al momento attuale, il sistema più avanzato di trattamento integrato dei rifiuti è quello adottato dall’Unione Europea e recepito in Italia attraverso quello che rimane alle cronache come decreto Ronchi.
I principi cardine sui quali si basa la moderna gestione dei rifiuti parte da alcuni  assunti:
• Riduzione alla fonte della produzione;
• Efficiente raccolta dei rifiuti e contenimento dei costi;
• Massimizzazione del recupero dei materiali;
• Progressiva riduzione dei voluti di rifiuti destinati in discarica:
• Attenzione ai problemi ambientali globali quale i cambiamenti climatici e il contenimento dei gas serra;
• Riutilizzo a fini di produzione energetica dei rifiuti;
• Contenimento delle emissioni e sostenibilità ambientale delle discariche.
Partendo dalla volontà di raggiungere tali obiettivi, il concetto di gestione integrata si è sviluppata nel tempo poggiando su quatto pilastri definiti imprescindibili:
• Minimizzazione della produzione dei rifiuti;
• Recupero dei materiali;
• Recupero di energia;
• Deposito sicuro e sostenibile sul terreno (corretto trattamento in discarica).
Vediamo in dettaglio asse per asse come si dipana la questione.

Minimizzazione della produzione dei rifiuti


Minimizzare significa ridurre ai minimi termini la produzione dei rifiuti, intervenendo concretamente negli usi e nei costumi della società civile. Come?
Innanzitutto promuovendo una maggiore pratica del vuoto a rendere, maggiore controllo degli imballaggi, promozione dei sistemi di eco-produzione industriale per la riduzione dei volumi dei rifiuti.
Fin qui come si può constatare ci sono le misure a carico del mondo della produzione (industriale - agricola) che incidono ben poco nelle abitudini dei cittadini; al contrario altre misure investono la responsabilità dei singoli: vale a dire un’applicazione reale della differenziata, attraverso la cernita e il corretto conferimento dei diversi scarti della vita domestica.

Recupero dei materiali

 

Cresciuta soprattutto in questi ultimi anni, questa tecnica sembra produrre risultati incoraggianti  tanto da essere diventato oramai un punto intoccabile di tutti i piani di gestione dei rifiuti licenziati su base provinciale.
Questa tipologia di intervento prevede oltre all’implementazione della raccolta differenziata, anche una attività (necessaria) di selezione del materiale recuperato, perchè l’elemento cardine di questa tecnica è garantire la qualità dei materiali recuperati e recuperabili. Un’elevata qualità dei materiali recuperati garantisce la possibilità di operare nel senso di riconvertire utilmente ad esempio il vetro, la plastica i tessuti.

Recupero di energia.


Non è un mistero che le fonti energetiche in futuro saranno il principale problema dei governi, soprattutto di quelli che sono a capo di nazioni fortemente industrializzate. Quelle non rinnovabili sono sempre più costose e in futuro è plausibile ritenere credibile che scarseggeranno. Una su tutte è il petrolio fonte energetica destinata ad esaurimento.
È quindi necessario praticare altre vie, tenendo presente le sempre più incombenti necessità che derivano dall’abbattimento degli inquinanti che stanno agendo in modo pressante e negativo sul clima globale e sull’ecosistema.
È importante però che nel processo di produzione energetica, sia selezionato con grande cura il materiale combustibile dalle scorie (di qualsiasi tipo) che possono liberare nell’aria agenti tossici.
I processi per la produzione di energia da rifiuti sono diversi, alcuni ritenuti pericolosi per l’ambiente altri invece ritenuti non dannosi. È comunque questa una discussione controversa che vede alcuni paesi (su tutti il Giappone) favorevoli e altri meno per la convinzione che ci potrebbero in futuro essere ricadute sulla salute pubblica.
Un punto estremamente a favore di questa tecnica è quello di diminuire in modo tangibile e forte il volume dei rifiuti che scendono al di sotto del 10% del totale. Visto e considerata tale efficacia in Gran Bretagna si studia da qualche anno un metodo di combustione innovativo per rendere effettivamente sicura e praticabile questa tecnica.
I risultati non sono ancora conosciuti poiché la sperimentazione è appena arrivata alla sua fase conclusiva, c’è quindi molta attesa per capire se effettivamente in futuro la tecnica della combustione potrà finalmente essere applicata su scala reale e non solo in piccole realtà.

 

Deposito sicuro e sostenibile sul terreno.


Rimane lo stadio finale, l’ultima via praticabile, quella alla quale arrivare solo ed unicamente se gli scarti non posso essere utilizzati per nessun tipo di riconversione.
Ogni discarica deve essere assolutamente rispettosa dei dettami della legge, nazionale e comunitaria.
A titolo puramente indicativo si citano le norme alla base di una corretta gestione delle discariche: la direttiva europea in materia di smaltimento dei rifiuti del 1999, e il decreto legislativo n.36\2003 che è servito a recepire la stessa nel nostro paese.
Le norme in questione hanno messo a sistema le fasi necessarie a una corretta gestione delle discariche per le quali si riporta nelle sezioni ad esse dedicate all’interno del presente portale.
Elementi che ricordiamo in tale sede necessari in una discarica moderna e sicura sono: impermeabilità delle pareti, isolamento dei detriti, impatto ambientale assorbito in un arco di non più di 20-30 anni (quindi massimo in una generazione).

 

Conclusioni.


La problematica sulla gestione integrata dei rifiuti è cogente e soprattutto di strettissima attualità sia per le amministrazioni locali che centrali.  Le modalità di trattamento sono in profonda evoluzione per effetto di una maggiore e soprattutto più diffusa sensibilità ambientale a livello globale.
Sarebbe però poco onesto non ammettere che numerosi problemi esistono ancora e che la maggior parte di questi sono legati alla “volubilità” agli interessi e alle esigenze degli stati anche perché il diritto ambientale soprattutto quando parla di trattati internazionali e di accordi tra più stati non è mai coattivo (cioè non obbliga a fare o non fare un qualcosa, ma da solo una strada un principio da seguire che in alcuni casi viene poi effettivamente seguito in altri infranto non appena esso pone un limite reale agli interessi economici e produttori di vario genere).
Rimane però altrettanto vero che senza porre un freno reale alla produzione indiscriminata di rifiuti il quadro globale potrebbe realmente precipitare portando a situazioni già note in Italia come quelle della Campania e in particolare di Napoli.
È necessario quindi uno sforzo deciso e serio, verso una riduzione considerevole dei volumi e un trattamento che sia realmente moderno ed efficace.
Lo sviluppo del pianeta non può prescindere da un buon stato di salute dello stesso e soprattutto non si può lasciare alle generazioni future il peso di un mondo più sporco e malato.

 

A cura di Dr. Enrico D'Ettoris

Assessorato all'Ambiente

Provincia di Crotone

 
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News

Quando le nostre risorse diventano rifiuti dobbiamo trovare un modo di riciclarle e di trasformarle nuovamente in risorse utili.

 

E’ possibile da qualche giorno scaricare (per ora solo in lingua inglese, prossimamente anche nelle altre lingue ufficiali dell’Unione Europea ) la copia integrale del libro verde sui rifiuti biodegradabili, vale a dire quei rifiuti provenienti da ambienti domestici, parchi e giardini, quelli alimentari provenienti da ristoranti e magazzini di vendita al dettaglio e quelli derivanti dalla trasformazione alimentare.

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foto_6.jpgMercoledì 17 dicembre scorso,  si è svolta la premiazione del concorso per le scuole organizzato dallo sportello informativo sui rifiuti  e che ha visto come protagonista il X Circolo di Crotone. A ritirare il premio è stata la professoressa Giuseppina Grande che ha accompagnato la classe che ha realizzato le strisce fumetto vincenti.
I ragazzi hanno dimostrato grande sensibilità e conoscenza delle tematiche ambientali riuscendo a coniugare nei loro lavori la competenza necessaria e perché no anche un buon senso estetico. Un successo meritato quindi anche in virtù di un impegno quotidiano di questi ragazzi verso il rispetto dell’ambiente e dimostrato da un forte e allegro entusiasmo che li ha accompagnati per tutto l’arco della visita agli stand del secondo workshop sull’ambiente organizzato dalla Provincia di Crotone.
Sotto alcune fotografie che testimoniano il momento della visita e della premiazione, al cospetto dell’assessore provinciale all’ambiente Claudio Liotti.

Foto: La classe vincitrice del concorso

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tetrapak.jpgprovincia_di_crotone.jpg
Tetrapak e Provincia di Crotone, un binomio inedito e vincente, una collaborazione inerente il mondo della sensibilizzazione ed educazione ambientale rivolta alle scuole e che sarà operativa per tutto l’arco della seconda edizione del Workshop sull’ambiente: Un territorio da esplorare.
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logo_workshop2008.gif“UN TERRITORIO DA ESPLORARE”
2° WORKSHOP SULL’AMBIENTE
DELLA PROVINCIA DI CROTONE

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
C\O ASSESSORATO ALL’AMBIENTE
TEL. E FAX 0962-952.234
EMAIL: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


 

Scarica il programma in formato PDF

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gomibako.jpgGomibako (“cestino” in lingua giapponese), si chiama così il primo videogame dedicato ai rifiuti e al ciclo di raccolta differenziata. Sviluppato per la famosa Playstation 3 , la console attualmente più evoluta e tra le più vendute nel mondo, il gioco ricalca - utilizzando il principio del classico puzzle game - in maniera piuttosto fedele il percorso tipico di un rifiuto, dal cestino di casa al cassonetto della spazzatura.

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Comunicato stampa  n.  39/2008
RIFIUTI: riduzione e riciclaggio

Questo il tema che sarà affrontato nella prossima edizione della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dal 10 al 16 novembre 2008 sotto l’egida della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

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Dal 22 al 30 novembre 2008 si terrà la Settimana europea sulla riduzione dei rifiuti, SERD 2008, coordinata dall’ACR+ (Associazione europea delle Città e Regioni per il riciclaggio e la gestione sostenibile delle risorse).
L’Italia si è ufficialmente candidata a partecipare alla Settimana con un gruppo di istituzioni ed associazioni già impegnate sul fronte della gestione sostenibile dei rifiuti: Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, Federambiente, Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, Rifiuti 21 Network, Legambiente, Comuni virtuosi.
La campagna informativa, a cura del Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, è basata sulla campagna europea «-kg» dell’ACR+ ed ha come obiettivo quello di far conoscere ad un pubblico più vasto possibile l’importanza delle politiche e delle pratiche di riduzione dei rifiuti nonché fornire una lista di consigli utili per ridurre i rifiuti mostrando la diversità di azioni possibili in diversi luoghi e per diversi soggetti implicati.

Per maggiori informazioni e per scaricare la documentazione della campagna cliccare al seguente indirizzo:

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=10305

 
Campagna "Io differenzio "

io_differenzio.jpg
Clicca sulla foto per visualizzare lo spot in onda in questi giorni sulle reti Rai
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Il Parlamento Europeo chiamato ad adottare definitivamente una direttiva che, al fine di proteggere l’ambiente e la salute umana, fissa misure per ridurre la produzione di rifiuti, anche incentivando l'eco-design, e impone il ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015 per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e riciclaggio nel 2020. Prevede poi la definizione di programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità e sanzioni.

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Fonte: Gruppo di Lavoro sulla Prevenzione
(Federambiente)

Bere acqua del rubinetto è un contributo individuale alla riduzione dei rifiuti con un semplice gesto quotidiano, per non parlare del risparmio economico e della comodità di averla direttamente in casa.

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Fonte: http://www.e-gazette.it/

Strasburgo, 23 giugno – Riduzione della produzione dei rifiuti, ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015 per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e il riciclaggio nel 2020, ma anche programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità, sanzioni e ispezione degli impianti.

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kidrecl.jpgA questo link , tutte le informazioni per un corretto smaltimento di numerose tipologie di rifiuti
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2 Seminari "Verso il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti:
a partire dalle esperienze locali"

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Fonte: IL QUOTIDIANO del 28 maggio 2008
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Si chiama "Rici-Creando" il progetto realizzato dalla scuola primaria dell'I.C. di Cirò, che ha visto tutti i bambini impegnati nel riciclaggio e nella creazione di vere opere d'arte attraverso carta e plastica.

 

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Progetto recuperolandia finalizzato a sensibilizzare i giovani al rispetto ambientale e ad incentivare la raccolta differenziata nella cittadina e a diminuire la quantità dei rifiuti nell’area urbana.
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thumb_manifesto.jpg

18/04/2008 - PRESENTATO ALLE SCUOLE DALL'ASSESSORATO ALL'AMBIENTE IL PORTALE INFORMATIVO DEI RIFIUTI



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th_scolaro.jpgFumetti & Vignette sul tema dei Rifiuti
Concorso d'illustrazioni per le scuole della Provincia di Crotone
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th_fotografo.jpgIl rifiuto in un clik
Concorso fotografico per i residenti nella Provincia di Crotone 
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th_sindaco.jpgComunicAmbiente
Concorso a Premi per Pubbliche Amministrazioni
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