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In questa sezione del portale sono descritti le principali categorie dei rifiuti:
“Le sostanze o gli oggetti che derivano da attività umane o da cicli naturali, di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi, sono definiti rifiuti. Vengono classificati secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali, e, secondo le caratteristiche in rifiuti pericolosi e non pericolosi”.
(dal Decreto Legge n°22/97)
Quella di oggi viene comunemente definita la “società dei consumi”, in quanto caratterizzata da una continua e significativa produzione di materiali di scarto. Quando risulta sconveniente riutilizzare o riciclare questi materiali essi diventano a tutti gli effetti rifiuti. La loro corretta gestione, costituisce oggi uno dei punti fondamentali dello sviluppo di paesi moderni come l’Italia.
Il cosiddetto ciclo integrato di gestione dei rifiuti, è costituito da tre aspetti fondamentali: la raccolta, il recupero della materia e\o dell’energia da essa prodotta (possibile solo attraverso una buon sistema di differenziazione), ed infine lo smaltimento, che risulta essere il momento fondamentale quando si devono valutare i rischi e gli effetti sulla salute dell'uomo o sull'integrità del paesaggio.
In Italia, paese non immune da situazioni di difficoltà o emergenza, si è tentato più volte in passato di porre dei rimedi o di trovare delle alternative concrete ed efficaci alle tradizionali politiche di gestione. Un punto di svolta importante è sicuramente costituito dal cosiddetto decreto Ronchi, del 1997, che individuava nella riduzione alla fonte e nei metodi alternativi allo smaltimento le principali novità concettuali della moderna gestione dei rifiuti.
Partendo infatti dal concetto che possiamo riassumere brevemente con il nome di “regola delle 4 R”, il decreto Ronchi, chiariva in modo evidente che lo smaltimento inteso come messa in sicurezza definitiva, è da considerare solo l’ultimo approccio da utilizzare, e che il miglior metodo di gestione dei rifiuti è quello di ridurre, riutilizzare, riciclare ed infine recuperare.
L’attenzione ad una riduzione all’origine della produzione di rifiuti, deriva innanzi tutto dalla consapevolezza che le risorse naturali sono limitate, e secondariamente che l’ecosistema ha una capacità di carico non infinito.
Non a caso vengono proposti alcuni esempi riguardanti i tempi di degradazione naturale dei rifiuti.
ECCO I MOTIVI PER NON GETTARE GLI OGGETTI SENZA PENSARE!!!!
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LATTINA: da 20 a 100 anni
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TORSOLO DI MELA: da 15 giorni a 3 mesi
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BOTTIGLIA DI VETRO: 4000 anni
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BOTTIGLIA DI PLASTICA: da 100 a 1000 anni
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FILTRO DI SIGARETTA: 2 anni
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GIORNALE: da 4 a 12 mesi
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FAZZOLETTO DI CARTA: da 3 a 6 mesi
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SCHEDE TELEFONICHE E CARTE DI CREDITO:10000 anni
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A ciò va poi aggiunto che il progresso della scienza ha ampiamente dimostrato che i materiali di scarto possono essere proficuamente riutilizzati sotto forma di energia, andando a contribuire al risparmio delle fonti cosiddette non rinnovabili (su tutte si pensi al petrolio).
È per questo che nel tempo si è capito che l’approccio più adeguato, quello più economico e dai risultati migliori è senz’altro quello di una gestione integrata del ciclo di smaltimento che comprenda la collaborazione da parte di tutti i soggetti: i cittadini come produttori di rifiuti, e le istituzioni come enti preposti al loro smaltimento. Il Decreto Ronchi, ha individuato una strategia, considerata quella maggiormente efficace, basata sulla cosiddetta regola delle “quattro R”. Questa regola molto semplice si può così riassumere: Riduzione – Riutilizzo- Riciclo – Recupero.
La Riduzione dei rifiuti è il primo passo, quello alla base di tutto il ciclo di smaltimento. In questa fase, è sicuramente il cittadino il primo ad essere chiamato in causa, il suo aiuto può essere riassunto in una maggiore attenzione alla produzione dei rifiuti quotidiani evitando quella eccessiva o non strettamente necessaria e un orientamento più consapevole verso scelte che prediligono materiali eco-compatibili.
Il Riutilizzo, è il secondo momento in cui è fondamentale la partecipazione e l’aiuto dei cittadini. Sono questi infatti ad essere chiamati a rendere più razionale l’uso che si fa di alcuni oggetti così da riutilizzarli più volte diminuendo il bisogno del nuovo.
Il Riciclo dei rifiuti è invece la fase in cui più stretto è il legame tra le buone pratiche che i cittadini sono chiamati a svolgere e l’efficienza delle istituzioni. Riciclare significa innanzitutto selezionare, suddividere cioè i rifiuti per tipologia, in modo tale da favorire una raccolta più razionale di queste, e quindi la loro lavorazione, dalla quale si potranno produrre nuovi oggetti.
Infine la quarta “R”, quella che indica il Recupero. Ci sono rifiuti che purtroppo non possono essere riciclati o riutilizzati, tuttavia anche questi possono essere utili al raggiungimento degli obiettivi prefissati. In che modo? Nella produzione di energia e di materia “seconda”.
Riduzione
Compiti del cittadino. Come cittadini siamo chiamati principalmente a scegliere prodotti con imballaggi ”leggeri”, costituiti cioè da minor materiale; evitare prodotti in cui le singole porzioni da consumere sono a loro volta contenute in involucri singoli. Preferire le borse per la spesa riciclabili o riutilizzabili (ad esempio quelle in Juta o anche uno zaino) piuttosto che quelle di plastica tradizionale. Nello scegliere prodotti di uso quotidiano preferire quelli sfusi, non quelli confezionati. Infine consumare preferibilmente detersivi con le cosidette eco-ricariche.
Compiti dei produttori. Principalmente li possiamo riassumere in tre punti: utilizzo di minori materie prime e minori quantità di materiali di scarto; produrre preferibilmente prodotti di lunga durata che risultino nel tempo facilmente riutilizzabili o riciclabili; ridurre al minimo necessario il volume degli imballaggi. Noi poi ne aggiungiamo uno che negli ultimi anni è diventato di grande attualità: l’impiego di fonti di energia rinnovabili e pulite.
Riutilizzo
I cittadini possono tutelare l’ambiente scegliendo materiali riutilizzabili più volte; prodotti “vuoto a rendere”; scegliere elettrodomestici con pile ricaricabili o comunque utilizzabili anche attraverso la rete; preferire prodotti i cui imballaggi possono essere riutilizzati più volte, magari anche sono in casa.
Riciclo
Per favorire il riciclo dei rifiuti, i cittadini sono chiamati a favorire la crescita della cosiddetta raccolta differenziata, che a sua volta concorra a rendere possibile la lavorazione per produrra da questi materia seconda e quindi nuovi oggetti.
Recupero
Il recupero dei rifiuti può avvenire in diversi modi. Principalmente il riutilizzo dei materiali, oggi si tende a recuperare anche attraverso la produzione di energia dai rifiuti, cosa questa però ancora poco diffusa, e soprattutto per la scarsa diffusione degli strumenti adatti a tale processo.
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