| Il compostaggio |
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| venerdì 30 novembre 2007 | |
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In natura la sostanza organica prodotta e non più “utile” alla vita (foglie secche, rami, spoglie di animali, ecc.) viene decomposta dai microrganismi presenti nel terreno che la restituiscono al ciclo naturale. IL COMPOSTAGGIO DOMESTICO
Il compostaggio domestico è un metodo che, imitando il ciclo della natura (in maniera controllata e accelerata), permette di ottenere dalla decomposizione dei rifiuti un terriccio ottimo per il giardinaggio e per l'agricoltura.
La posizione ideale è una porzione di orto o di giardino in prossimità di una latifoglia (pianta a foglie larghe) che durante il periodo estivo crea sul cumulo un certo ombreggiamento mentre in inverno, avendo perso le foglie, lascia filtrare i raggi solari.
Prima di iniziare a introdurre scarti nella compostiera occorre distribuire sul fondo uno strato di ca. 8-10 cm. di TORBA fibrosa o foglie secche(elevato potere assorbente), che ha la funzione di assorbire i succhi che si formano durante il degrado degli scarti o dei rifiuti. E’ opportuno non superare i 2/3 del volume della composteria per evitare di rivoltare un grosso quantitativo di scarti in decomposizione. Quindi introdurre: - Tutti gli avanzi di cibo, frutta, agrumi anche trattati, farina, carne e pesce cotto e crudo, fondi di caffè e té, pane, verdura, tutti i tipi di bucce, etc. - foglie, sfalci di erba, ramaglie meglio se sminzzate.... scarti dell’orto.... - latte, succhi di frutta, qualsiasi tipo di liquido alimentare scaduto, etc. Un compost maturo si riconosce comunque dal colore scuro, dall'aspetto soffice e dal profumo gradevole di terriccio di bosco (niente a che vedere con il cattivo odore dei rifiuti!). A seconda del grado di maturazione gli usi possono essere diversi. In genere un compost maturo, quindi molto stabile, lo si ottiene dopo 8-10 mesi, ed è ottimo per vasi fioriti, risemine di prati, e anche per ospitare radici. Prima di utilizzare Il compost per lo scopo che preferiamo è bene setacciarlo, con un vaglio a maglie abbastanza larghe, in modo da evitare di distribuire per Il nostro giardino pezzetti di legno o grumi di compost non ancora perfettamente decomposto.
Il COMPOSTAGGIO INDUSTRIALE
Il compost può essere ottenuto anche attraverso processi industriali che permettono di lavorare con grosse quantità (a parire da 20.000 ton./anno) e di accelerare il processo (5-6 mesi per ottenere il compost maturo). Il processo industriale riferito ad un impianto per scarti verdi proveniente dalle raccolte differenziate e i residui provenienti dalla lavorazione del legno vengono prima stoccati e successivamente triturati e sminuzzati assieme: questo riduce notevolmente i tempi di maturazione del compost. Attraverso una particolare macchina rivoltatrice, il materiale triturato viene miscelato assieme ai fanghi di depurazione. Dopodiché il materiale viene disposto in cumuli e lasciato maturare. La maturazione si divide in due fasi: la prima detta di biossidazione accelerata, dura circa un mese e si contraddistingue dal fatto che il materiale viene continuamente aerato mediante un impianto costituito da griglie e ventilatori. Una seconda fase, che dura circa due mesi, in cui il processo di degradazione biologica procede più lentamente fino ad assumere delle qualità di compost “pronto”. La massa può raggiungere temperature molto elevate (anche superiori agli 80°C) garantendo così la completa igienizzazione del compost. Infine il compost viene vagliato da un’apposita macchina che consente una separazione delle particelle fini minori di 10 mm da quelle più grossolane. La parte più grossolana (sovvallo), dopo eventuale triturazione, è reimmessa nel ciclo per essere completamente trasformata in compost. La parte fine viene invece subito stoccata e destinata alla vendita. VUOI SAPERNE DI PIU' ? Ci sono numerosi siti dove si trovano manuali e guide operative. Basta attivare una ricerca su con le parole chiave: manuale compostaggio. Preferisci vedere dei video? su youtube.com vi sono numerosi video in italiano; eccone alcuni: video 1, video 2, video 3. |








“UN TERRITORIO DA ESPLORARE”
Gomibako (“cestino” in lingua giapponese), si chiama così il primo videogame dedicato ai rifiuti e al ciclo di raccolta differenziata. Sviluppato per la famosa Playstation 3 , la console attualmente più evoluta e tra le più vendute nel mondo, il gioco ricalca - utilizzando il principio del classico puzzle game - in maniera piuttosto fedele il percorso tipico di un rifiuto, dal cestino di casa al cassonetto della spazzatura.
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