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Premessa: il piano provinciale dei rifiuti della Provincia di Crotone non è ancora entrato in vigore, a causa del perdurare della situazione di emergenza ambientale presente da oltre 10 anni in Calabria. Tale situazione, a portato a livello regionale, alla nomina di diversi Commissari, che per legge hanno la possibilità di avocare a se molte funzioni nell’ambito della gestione del ciclo dei rifiuti. Questo ha determinato la situazione per la quale i piani provinciali sono stati sospesi o non realizzati per dare spazio alle decisioni prese direttamente dal commissario. È invece stato licenziato il 31 ottobre del 2007 dal Commissario per l’emergenza ambientale il Piano regionale dei rifiuti.
Cos’è un Piano provinciale dei Rifiuti? Il PPGR come viene abbreviato nel suo acronimo è uno strumento di grande importanza che consente alle amministrazioni locali, nel nostro caso quella provinciale, di dotarsi di un piano organico che possa servire agli operatori pubblici e privati come punto di riferimento in materia di rifiuti l’obiettivo principale è quello si garantire una soddisfacente efficienza di gestione e la massima tutela dell’ambiente e quindi della salute dei cittadini.
Un PPGR, descrive in modo analitico alcuni aspetti legati al ciclo di gestione dei rifiuti tra questi: a) le politiche indirizzate alla riduzione dei rifiuti prodotti; b) i sistemi di organizzativi e gli obiettivi di recupero della raccolta differenziata; c) l’individuazione delle aree di raccolta e l’articolazione dell’impiantistica.
Lungi dall’essere definitivo ed immutabile, il piano dei rifiuti è per sua stessa natura suscettibile di modifiche che interverranno nel caso in cui risulti cambiato il contesto ambientale e socio- economico in cui è chiamato ad operare, nonchè del contesto normativo nazionale e comunitario.
Il piano dei rifiuti prevede la messa in opera di alcuni strumenti concertativi ed istituzionali, che sono funzionali allo stesso.
Questi strumenti sono:
a) Il Comitato provinciale per l’attuazione del PPGR (organo istituzionale);
b) l’Osservatorio Provinciale sui Rifiuti (organo istituzionale – amministrativo);
c) il Forum tematico di Agenda 21 (organo di concertazione).
In merito alle funzioni degli organi appena descritti ricordiamo in particolare: che al Comitato provinciale spettano compiti di funzione di garanzia rispetto al monitoraggio, al coordinamento e all'attuazione del Piano.
Nella stesura del piano è previsto che il comitato sia formato da:
a) un rappresentante (di carattere politico) della Provincia di Crotone individuato nella figura del Presidente della Provincia o dell’Assessore all’Ambiente (che presiede il Comitato);
b) sei rappresentanti dei vari Comuni (il Sindaco o un suo delegato) scelti per aree omogenee e naturalmente appartenenti al territorio provinciale ed infine
c) un rappresentate della Società d’Ambito.
Alle riunioni periodiche devono essere poi invitati il Dirigente del settore ambiente; un rappresentante della Regione Calabria e infine uno dell'Arpacal. Le stesse sono disciplinate da un apposito regolamento.
Obiettivi del piano provinciale dei rifiuti.
Il PPGR non può prescindere dal Piano Regionale sui rifiuti*. Deve essere integrato e funzionale a questo e rispettarne le indicazioni, lo sviluppo e gli obiettivi fissati. Tra le finalità del piano regionale, quelle più rilevanti inserite anche nel piano provinciale, sono: la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti; il conseguimento dei quantitativi di raccolta differenziata e di riutilizzo previsti dal decreto legislativo 22/1997 (in questo caso si deve intendere questi come obiettivi minimi da far crescere nel tempo); il tendenziale abbandono della discarica come sistema di smaltimento; lo sviluppo del riutilizzo e della valorizzazione del rifiuto come risorsa rinnovabile anche in campo energetico; la minimizzazione degli impatti ambientali degli impianti; il contenimento dei costi; l’attivazione di opportunità di lavoro connesse al sistema della gestione dei rifiuti e infine l’assicurazione costante della trasparenza dei processi decisionali.
Normalmente il piano provinciale dei rifiuti si compone di due fasi una transitoria ed una definita “a regime”.
Il piano della Provincia di Crotone si prefigge come obiettivi da raggiungere nella completezza delle due fasi i seguenti:
• Arrivare ad una gestione unitaria dei servizi, all’interno di un quadro di autosufficienza impiantistica provinciale, allo scopo di assicurare il massimo di efficienza, efficacia ed economicità;
• Raggiungere l’obiettivo di raccolta differenziata così come previsto dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti predisposto dall’Ufficio del Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nel territorio della Regione Calabria;
• Minimizzare gli impatti ambientali provenienti dai processi di smaltimento e trattamento dei rifiuti, attraverso la predisposizione di un numero limitato di impianti ed attraverso la individuazione di modalità per la localizzazione dei nuovi impianti;
• Il raggiungimento di un’adeguata gestione dei rifiuti considerando: la riduzione all’origine attraverso: la programmazione di campagne informative finalizzate ad incentivare forme di consumo rivolte al problema di rifiuto; l’incentivo al compostaggio domestico; il recupero energetico delle frazioni secche non riciclabili provenienti da raccolta differenziata , tramite impianti di termovalorizzazione; il recupero di materia delle frazioni secche riciclabili ( carta, vetro, metalli, plastica, tessili e legno) e delle frazioni umide; il raggiungimento dell’autosufficienza provinciale attraverso la razionalizzazione ed un migliore utilizzo degli impianti esistenti e di quelli previsti; lo smaltimento in discarica delle sole frazioni non altrimenti recuperabili;
• la diminuzione del quantitativo e del volume totale dei rifiuti destinati allo smaltimento in discarica attraverso le azioni di raccolta differenziata;
• indicare indirizzi e criteri per la determinazione delle tariffe all’interno di ciascun sottoambito al fine di assicurare che le stesse garantiscano la funzionalità dei servizi ed il corretto rapporto tra costi e benefici.
Il piano provinciale racchiude poi una serie di indicazioni alle quali tutti i comuni devono ispirarsi nella gestione del ciclo di raccolta e smaltimento. Questi principi si possono riassumere in economicità, cioè far gravare il meno possibile i costi all’utente efficacia vale a dire la capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati ed infine quello dell’ efficienza cioè la capacità di utilizzare al meglio le risorse assegnate.
È utile poi ricordare che tale strumento è per legge definito a livello di ATO -Ambito Territoriale Ottimale- ( che nel caso del territorio crotonese coincide perfettamente con i confini istituzionali della Provincia), "nel rispetto delle dovute articolazioni locali e impiegando l'impiantistica esistente o già pianificata, relativamente ai RSU, dal Piano dell’Emergenza, rappresentano il primo livello di pianificazione strettamente collegata al territorio e devono specificare i contenuti di dettaglio, che sono rimandati, in conformità alla normativa vigente, ai piani industriali”.
Una funzione di grande importanza che viene affidata al piano dei rifiuti, è quella di indicare le cosiddette aree di raccolta, che vengono poi affidate ad un soggetto che ne avrà la responsabilità gestionale; “Le aree di raccolta costituiscono forme di aggregazione territoriale minime, individuate come sub-ambiti e costituite da un certo numero di Comuni, sono finalizzate alla predisposizione di sistemi organizzativi comuni relativamente alla raccolta e trasporto dei rifiuti, secondo criteri di razionalità ed economicità del servizio”.
La Provincia annualmente presenta al Consiglio Provinciale una relazione sullo stato di attuazione sia degli obiettivi di raccolta differenziata che delle realizzazioni impiantistiche, che resta disponibile per tutti i cittadini. È poi lo stesso Consiglio Provinciale, che valutata la necessità, con un apposita delibera può apportare opportune revisioni. Le revisioni sono in alcuni casi migliorative in altri necessarie per adeguarne i contenuti al mutare delle condizioni del contesto ambientale e socio-economico e degli obiettivi generali di protezione dell’ambiente, anche a seguito di modifiche delle normative e degli strumenti di programmazione e pianificazione nazionale e regionale che ne modifichino i presupposti e le finalità. Nella fase di elaborazione degli aggiornamenti, la Provincia procede alla consultazione dei soggetti attuatori nelle Aree di Raccolta, dei comuni, di enti, istituzioni, associazioni e organismi interessati secondo le disposizioni di Legge.
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