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Buone pratiche nella P.A. PDF Stampa E-mail
mercoledì 26 marzo 2008
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Adottare una politica di Green Public Procurement o GPP, Acquisti Pubblici Verdi, significa integrare considerazioni di carattere ambientale nei processi d’acquisto delle pubbliche amministrazioni.  
Più in particolare, utilizzando la definizione della Commissione Europea:
“GPP è l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”.
Si tratta di uno strumento di politica ambientale volontario che intende favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale attraverso la leva della domanda pubblica. Mettere in pratica il Green Public Procurement vuol dire quindi: rivedere le procedure per l’acquisto dei beni e servizi e per la realizzazione delle opere non limitandosi a tenere conto del solo loro costo monetario ma anche degli impatti ambientali che questi possono generare nel corso del ciclo di vita.
GPP significa orientare la domanda pubblica verso prodotti, servizi ed opere pubbliche che:
  • riducono l’uso delle risorse naturali;
  • riducono il consumo energetico ed utilizzano le fonti energetiche rinnovabili;
  • riducono la produzione di rifiuti;
  • riducono le emissioni inquinanti;
  • riducono i pericoli e i rischi;
  • ottimizzano il “servizio” offerto.

La revisione ecologica delle procedure d’acquisto richiede la realizzazione di una serie di attività propedeutiche alla redazione di un bando di gara: il GPP va quindi inteso come un processo costituito da diverse fasi, che vanno oltre il momento dell’acquisto di un bene o servizio.

Secondo le indicazioni del Manuale acquistare Verde  della Commissione Europea, un ente pubblico che volesse attuare il GPP dovrebbe:

 

1.      identificare i prodotti, i servizi o i lavori più adeguati ad essere resi “verdi” - sulla base dell’impatto ambientale e di altri fattori, come la presenza di informazioni ambientali, le disponibilità di mercato, le migliori tecnologie disponibili, i costi e la visibilità;

 

2.      identificare le proprie esigenze ed esprimerle in modo appropriato, introducendo considerazioni ambientali fin dall’inizio, quando si stabilisce l’“oggetto”, cioè il contenuto dell’acquisto e  redigendo delle specifiche tecniche chiare e precise, che rispettino adeguati parametri ambientali;

 

3.      stabilire i criteri di selezione dei candidati tenendo conto delle direttive sugli appalti pubblici verdi, informando e coinvolgendo i potenziali fornitori, prestatori di servizi o appaltatori della possibilità di utilizzare dichiarazioni e sistemi di gestione ambientale per dimostrare la conformità ai criteri in questione;

 

4.      stabilire i criteri di aggiudicazione per determinare l’offerta che presenta il miglior rapporto qualità - prezzo o l’offerta “economicamente più vantaggiosa”. Poiché quest’ultimo è sempre costituito da vari sotto-criteri, questi possono anche essere di natura ambientale. Cosicché, anche se l’amministrazione aggiudicatrice non ha previsto specifiche tecniche ambientali nel bando di gara, può comunque raggiungere un risultato analogo nella fase di aggiudicazione attribuendo una certa ponderazione alla qualità ambientale delle offerte;

 

5.      utilizzare le clausole di esecuzione dell’appalto per porre ulteriori pertinenti condizioni ambientali in aggiunta all’appalto verde. Tutto questo implica la definizione di una vera e propria Strategia degli acquisti che sia in grado di:
  • prevedere un’adeguata formazione per il personale addetto agli acquisti;
  • assicurare l’accesso alle informazioni ambientali;
  • determinare la priorità nella scelta dei contratti più adatti a sostenere una politica “verde”.

Si può quindi affermare che il GPP è un'azione sistematica di introduzione dei criteri ecologici nelle forniture pubbliche, che, attraverso l’integrazione delle considerazioni ambientali nella domanda pubblica, persegue l’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali associati al ciclo di vita dei prodotti e di orientare il mercato in senso ecologico, così come previsto dalla Politica Integrata di Prodotto (IPP).

Il Green Public Procurement prevede l’utilizzo del potere d’acquisto della Pubblica Amministrazione come strumento per il raggiungimento di specifici obiettivi di miglioramento ambientale di un ente pubblico. La redazione di un bando verde potrebbe invece rappresentare un episodio isolato nell’ambito degli acquisti di un ente pubblico, frutto della sensibilità del solo responsabile degli acquisti.

In pratica, l’attuazione del GPP porta alla redazione di bandi verdi, ma non necessariamente la redazione di un bando verde corrisponde all’attuazione di una politica di GPP.

Si può affermare che un soggetto pubblico abbia adottato il Green Public Procurement se:

1.      si è dotato di una politica degli acquisti verdi, impegnandosi ad attuarla mediante un atto formale;

 

2.     ha intrapreso le necessarie attività di informazione/formazione all’interno dell’ente;

 

3.      ha definito gli obiettivi di miglioramento ambientale, la quota percentuale di beni e servizi da eco-riconvertire, i beni e servizi sui quali intervenire con l’introduzione dei criteri ecologici (potrebbe trasformarsi in un Piano d’Azione);

 

4.      abbia iniziato ad inserire i criteri ecologici nelle forniture pubbliche. Una volta soddisfatte queste condizioni fondamentali, l’adozione del GPP da parte dell’Amministrazione andrebbe monitorata nel corso del tempo per valutarne i progressi e verificarne il miglioramento continuo sia in termini di obiettivi che di risultati.I benefici del Green Public Procurement sono di tre tipi: diretti, indiretti e addizionali.

 

Benefici diretti sono quelli derivanti dalla  riduzione degli impatti ambientali associati alle attività (acquisto di beni e servizi, realizzazione delle opere) degli enti pubblici.Sono legati all’entità degli acquisti degli enti pubblici: la domanda pubblica rappresenta in media il 14% del PIL nei Paesi dell’Unione Europea con picchi pari al 25% nell’area scandinava e con una quota pari al 17% in Italia. La riconversione ambientale delle sole forniture pubbliche legate agli enti locali e regionali riguarderebbe, al 2005, circa 50 miliardi di euro.

 

Benefici indiretti sono quelli derivanti dal “potere di orientamento del mercato” di cui dispone la pubblica amministrazione attraverso l’inserimento di criteri ecologici nei bandi.Infatti la Pubblica Amministrazione, attraverso tali criteri ecologici, indica al mercato quali prestazioni richiede ad un bene/servizio per premiarlo con l’assegnazione di un bando. Se tali prestazioni includono anche dei parametri ambientali il mercato – sia sul versante della domanda privata (i cittadini) che su quello dell’offerta (le imprese) ne terrà conto. Inoltre l’ente locale, con il GPP, fornisce il “buon esempio” ad imprese e cittadini, spingendo verso quel cambiamento dei modi di produzione e consumo che è condizione necessaria e imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Benefici addizionali sono quelli derivanti dall’estensione della responsabilità ambientale anche ad altri fattori, quali ad esempio quelli collegati alla qualità sociale (diritti sindacali, discriminazioni di genere, razziali, sessuali ecc.) dei  beni e servizi acquistati.

Quando si parla di GPP si fa sempre riferimento alla necessità di ridurre gli impatti sull’ambiente lungo il ciclo di vita dei prodotti, ma cosa si intende per “valutazione del ciclo di vita”?

La valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment LCA) è un approccio all’analisi degli impatti ambientali dei prodotti che rileva gli impatti dei prodotti/sistemi industriali sull’ambiente durante tutte le fasi del loro ciclo di vita, dalla fase di estrazione e trattamento delle materie prime a quella dello smaltimento dei prodotti a fine vita, ovvero “dalla culla alla tomba”.Gli impatti ambientali associati ad un prodotto, processo o attività, vengono valutati attraverso l’identificazione e la quantificazione dei consumi di materia ed energia, la produzione di rifiuti, le emissioni nell’ambiente, gli effetti ambientali globali associati all’“unità di servizio reso” dal prodotto stesso (unità funzionale).

 

La valutazione del ciclo di vita è stata standardizzata dalla norma UNI EN ISO 14040 che esprime l’LCA come una «compilazione e valutazione attraverso tutto il ciclo di vita dei flussi in entrata e in uscita, nonché i potenziali impatti ambientali, di un sistema di prodotto».La metodologia dell’LCA é utilizzata nel sistema ecolabel per identificare i parametri ambientali sensibili di un determinato “gruppo di prodotti”.

 

Per semplificare si può affermare che l’LCA è strutturata come una matrice input-output che, sulle righe, riporta tutti i fattori d’impatto sull’ambiente (quali le emissioni atmosferiche, le materie prime consumate, gli scarichi idrici, i rifiuti prodotti ecc.) e, sulle colonne, riporta tutte le fasi e sottofasi (estrazione e trasporto delle materie prime, produzione e trasporto dei prodotti intermedi, produzione, trasporto, distribuzione, uso, riuso e smaltimento del prodotto/servizio analizzato) che compongono il ciclo di vita.Ogni cella di questa matrice mostra il contributo delle singole fasi alla formazione di un dato fattore d’impatto ambientale. In questo modo si evidenziano i “punti deboli” (le fasi con maggiore impatto) e i “punti forti”, da un punto di vista ambientale, del ciclo di vita.

Adottando la ripartizione dello standard ISO 14040 l’LCA può essere ripartito in: a) definizione degli obiettivi (goal definition and scoping); b) inventario (inventory); c) valutazione degli impatti sull’ambiente (classification and evaluation); d) proposte di miglioramento (improvement).

In generale, semplificando, si può affermare che la valutazione del ciclo di vita può essere utilizzata per:

  • stimare l’impatto ambientale complessivo di un prodotto;
  • confrontare due prodotti simili dal punto di vista dell’impatto ambientale,
  • individuare possibili miglioramenti all’interno di un ciclo produttivo. 
Tratto dalle “Linee Guida prodotte dal Gruppo di Lavoro Acquisti Verdi del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane”
 

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News

Quando le nostre risorse diventano rifiuti dobbiamo trovare un modo di riciclarle e di trasformarle nuovamente in risorse utili.

 

E’ possibile da qualche giorno scaricare (per ora solo in lingua inglese, prossimamente anche nelle altre lingue ufficiali dell’Unione Europea ) la copia integrale del libro verde sui rifiuti biodegradabili, vale a dire quei rifiuti provenienti da ambienti domestici, parchi e giardini, quelli alimentari provenienti da ristoranti e magazzini di vendita al dettaglio e quelli derivanti dalla trasformazione alimentare.

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foto_6.jpgMercoledì 17 dicembre scorso,  si è svolta la premiazione del concorso per le scuole organizzato dallo sportello informativo sui rifiuti  e che ha visto come protagonista il X Circolo di Crotone. A ritirare il premio è stata la professoressa Giuseppina Grande che ha accompagnato la classe che ha realizzato le strisce fumetto vincenti.
I ragazzi hanno dimostrato grande sensibilità e conoscenza delle tematiche ambientali riuscendo a coniugare nei loro lavori la competenza necessaria e perché no anche un buon senso estetico. Un successo meritato quindi anche in virtù di un impegno quotidiano di questi ragazzi verso il rispetto dell’ambiente e dimostrato da un forte e allegro entusiasmo che li ha accompagnati per tutto l’arco della visita agli stand del secondo workshop sull’ambiente organizzato dalla Provincia di Crotone.
Sotto alcune fotografie che testimoniano il momento della visita e della premiazione, al cospetto dell’assessore provinciale all’ambiente Claudio Liotti.

Foto: La classe vincitrice del concorso

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“Gestire” nel modo migliore possibile i rifiuti è un problema antico almeno quanto è antico il concetto di società e convivenza. Da sempre infatti le comunità hanno avvertito il bisogno di limitare i problemi legati alla produzione di rifiuti e trovare il modo migliore per disfarsi di ciò che non serviva più o non era più utilizzabile.
I modi e le “strategie” usate sono state naturalmente differenti nel corso dei secoli ed hanno risentito delle credenze, delle conoscenze e non da ultimo della sensibilità dei vari periodi storici.
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tetrapak.jpgprovincia_di_crotone.jpg
Tetrapak e Provincia di Crotone, un binomio inedito e vincente, una collaborazione inerente il mondo della sensibilizzazione ed educazione ambientale rivolta alle scuole e che sarà operativa per tutto l’arco della seconda edizione del Workshop sull’ambiente: Un territorio da esplorare.
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logo_workshop2008.gif“UN TERRITORIO DA ESPLORARE”
2° WORKSHOP SULL’AMBIENTE
DELLA PROVINCIA DI CROTONE

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
C\O ASSESSORATO ALL’AMBIENTE
TEL. E FAX 0962-952.234
EMAIL: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


 

Scarica il programma in formato PDF

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gomibako.jpgGomibako (“cestino” in lingua giapponese), si chiama così il primo videogame dedicato ai rifiuti e al ciclo di raccolta differenziata. Sviluppato per la famosa Playstation 3 , la console attualmente più evoluta e tra le più vendute nel mondo, il gioco ricalca - utilizzando il principio del classico puzzle game - in maniera piuttosto fedele il percorso tipico di un rifiuto, dal cestino di casa al cassonetto della spazzatura.

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Comunicato stampa  n.  39/2008
RIFIUTI: riduzione e riciclaggio

Questo il tema che sarà affrontato nella prossima edizione della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dal 10 al 16 novembre 2008 sotto l’egida della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

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Dal 22 al 30 novembre 2008 si terrà la Settimana europea sulla riduzione dei rifiuti, SERD 2008, coordinata dall’ACR+ (Associazione europea delle Città e Regioni per il riciclaggio e la gestione sostenibile delle risorse).
L’Italia si è ufficialmente candidata a partecipare alla Settimana con un gruppo di istituzioni ed associazioni già impegnate sul fronte della gestione sostenibile dei rifiuti: Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, Federambiente, Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, Rifiuti 21 Network, Legambiente, Comuni virtuosi.
La campagna informativa, a cura del Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, è basata sulla campagna europea «-kg» dell’ACR+ ed ha come obiettivo quello di far conoscere ad un pubblico più vasto possibile l’importanza delle politiche e delle pratiche di riduzione dei rifiuti nonché fornire una lista di consigli utili per ridurre i rifiuti mostrando la diversità di azioni possibili in diversi luoghi e per diversi soggetti implicati.

Per maggiori informazioni e per scaricare la documentazione della campagna cliccare al seguente indirizzo:

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=10305

 
Campagna "Io differenzio "

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Clicca sulla foto per visualizzare lo spot in onda in questi giorni sulle reti Rai
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Il Parlamento Europeo chiamato ad adottare definitivamente una direttiva che, al fine di proteggere l’ambiente e la salute umana, fissa misure per ridurre la produzione di rifiuti, anche incentivando l'eco-design, e impone il ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015 per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e riciclaggio nel 2020. Prevede poi la definizione di programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità e sanzioni.

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Fonte: Gruppo di Lavoro sulla Prevenzione
(Federambiente)

Bere acqua del rubinetto è un contributo individuale alla riduzione dei rifiuti con un semplice gesto quotidiano, per non parlare del risparmio economico e della comodità di averla direttamente in casa.

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Fonte: http://www.e-gazette.it/

Strasburgo, 23 giugno – Riduzione della produzione dei rifiuti, ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015 per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e il riciclaggio nel 2020, ma anche programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità, sanzioni e ispezione degli impianti.

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kidrecl.jpgA questo link , tutte le informazioni per un corretto smaltimento di numerose tipologie di rifiuti
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2 Seminari "Verso il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti:
a partire dalle esperienze locali"

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Fonte: IL QUOTIDIANO del 28 maggio 2008
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Si chiama "Rici-Creando" il progetto realizzato dalla scuola primaria dell'I.C. di Cirò, che ha visto tutti i bambini impegnati nel riciclaggio e nella creazione di vere opere d'arte attraverso carta e plastica.

 

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Progetto recuperolandia finalizzato a sensibilizzare i giovani al rispetto ambientale e ad incentivare la raccolta differenziata nella cittadina e a diminuire la quantità dei rifiuti nell’area urbana.
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18/04/2008 - PRESENTATO ALLE SCUOLE DALL'ASSESSORATO ALL'AMBIENTE IL PORTALE INFORMATIVO DEI RIFIUTI



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th_scolaro.jpgFumetti & Vignette sul tema dei Rifiuti
Concorso d'illustrazioni per le scuole della Provincia di Crotone
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th_fotografo.jpgIl rifiuto in un clik
Concorso fotografico per i residenti nella Provincia di Crotone 
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th_sindaco.jpgComunicAmbiente
Concorso a Premi per Pubbliche Amministrazioni
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