| Via libera alla direttiva UE sui rifiuti, la metà dovrà essere riciclata |
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| martedì 24 giugno 2008 | |
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Fonte: http://www.e-gazette.it/
Strasburgo, 23 giugno – Riduzione della produzione dei rifiuti, ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015 per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e il riciclaggio nel 2020, ma anche programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità, sanzioni e ispezione degli impianti. Strasburgo, 23 giugno – Riduzione della produzione dei rifiuti, ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015 per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e il riciclaggio nel 2020, ma anche programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità, sanzioni e ispezione degli impianti. È quanto prevede, in sintesi, la direttiva europea adottata da Strasburgo, che sostiene il riciclaggio come via maestra da preferire ai termovalorizzatori. Tra i punti principali della direttiva l’introduzione di una sorta di "gerarchia dei rifiuti", che stabilisce in generale un "ordine di priorità" di ciò che costituisce "la migliore opzione ambientale nella normativa e nella politica dei rifiuti". In testa alla gerarchia figura la prevenzione - da adottare prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto - che riduce la quantità di rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l'estensione del loro ciclo di vita, gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull'ambiente e la salute umana oppure il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti. Segue poi la preparazione per il riutilizzo, ovvero le operazioni di controllo, pulizia e riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento. Viene poi il riciclaggio, ossia qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Esso include il ritrattamento di materiale organico, ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento. Segue poi il recupero diverso dal riciclaggio, come il recupero di energia o altre operazioni, il cui principale risultato sia di "permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile sostituendo altri materiali". A questo proposito, la direttiva precisa che gli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani possono essere intesi come attività di recupero unicamente se rispondono a determinati requisiti di "efficienza energetica" fissati dalla direttiva stessa. All'ultimo posto nella direttiva Ue si parla di smaltimento, che consiste in qualsiasi operazione diversa dal recupero, anche quando l'operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia, come il deposito in discarica, la biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli, l'iniezione dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o in faglie geologiche naturali, l'incenerimento o il deposito permanente. La direttiva chiede agli Stati di promuovere il riciclaggio di alta qualità e, a tal fine, essi dovranno predisporre regimi di raccolta differenziata, praticabili dal punto di vista ambientale ed economico, volti a garantire il rispetto dei necessari criteri qualitativi per i pertinenti settori di riciclaggio. Entro il 2015, come chiesto dai deputati, gli Stati dovranno quindi istituire regimi di raccolta differenziata "almeno" per la carta, il metallo, la plastica e il vetro. Dovranno pertanto adottare le misure necessarie affinché, entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti domestici di carta, metallo, plastica e vetro (e, possibilmente, di altra origine) sia aumentata complessivamente almeno del 50% in termini di peso. Entro lo stesso anno, inoltre, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di altri materiali di recupero, incluse le operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali, di rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi, dovranno essere aumentati di almeno il 70% in termini di peso. Gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, raccolta, trasporto dei rifiuti, gli intermediari e i commercianti nonché gli enti o le imprese che producono rifiuti pericolosi, dovranno essere soggetti a adeguate ispezioni periodiche da parte delle autorità competenti. Tra le altre norme previste dalla direttiva, anche l'obbligo per gli stati di adottare le misure necessarie per vietare l'abbandono, lo scarico e la gestione incontrollata dei rifiuti e quello di emanare misure relative alle sanzioni da infliggere in caso di violazione delle disposizioni della direttiva e assicurarne l'applicazione. Le sanzioni dovranno essere "efficaci, proporzionate e dissuasive".
Spetterà quindi alla Commissione stabilire le norme dettagliate di attuazione e di calcolo per verificare il raggiungimento di tali obiettivi e, entro il 2014, dovrà esaminare le misure e gli obiettivi per eventualmente proporne il rafforzamento e l'introduzione di obiettivi per altri flussi di rifiuti. Ogni tre anni, invece, gli Stati membri dovranno stilare una relazione in merito ai risultati ottenuti e, qualora gli obiettivi non fossero raggiunti, spiegarne le ragioni, illustrando le misure che intendono prendere per porvi rimedio. |
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“UN TERRITORIO DA ESPLORARE”
Gomibako (“cestino” in lingua giapponese), si chiama così il primo videogame dedicato ai rifiuti e al ciclo di raccolta differenziata. Sviluppato per la famosa Playstation 3 , la console attualmente più evoluta e tra le più vendute nel mondo, il gioco ricalca - utilizzando il principio del classico puzzle game - in maniera piuttosto fedele il percorso tipico di un rifiuto, dal cestino di casa al cassonetto della spazzatura.
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