Visite sito

 
Rifiuti: riduzione, raccolta differenziata, riutilizzo, riciclaggio e recupero Stampa E-mail
lunedì 01 settembre 2008

Il Parlamento Europeo chiamato ad adottare definitivamente una direttiva che, al fine di proteggere l’ambiente e la salute umana, fissa misure per ridurre la produzione di rifiuti, anche incentivando l'eco-design, e impone il ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015 per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e riciclaggio nel 2020. Prevede poi la definizione di programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità e sanzioni.

Dando seguito a quanto richiesto dal Parlamento e accolto dal Consiglio europeo, la Commissione ha presentato una proposta volta a sostituire la direttiva 2006/12 che stabilisce il quadro normativo per il trattamento dei rifiuti nella Comunità con un nuovo testo teso a precisare alcuni concetti basilari, rafforzare le misure da adottare per la prevenzione dei rifiuti, introdurre un approccio che tenga conto dell’intero ciclo di vita dei prodotti e concentrare l’attenzione sulla riduzione degli impatti ambientali.
La relatrice Caroline JACKSON (PPE/DE, UK) presenterà all'Aula un pacchetto di emendamenti di compromesso negoziato con il Consiglio che, se adottato a maggioranza qualificata, permetterà l'adozione definitiva della direttiva «che stabilisce misure volte a proteggere l’ambiente e la salute umana prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, riducendo gli impatti complessivi dell’uso delle risorse e migliorandone l’efficacia». La direttiva sottolinea inoltre che la politica in materia di rifiuti dovrebbe mirare anche a ridurre l'uso di risorse e favorire l'applicazione pratica della "gerarchia dei rifiuti". Ricorda poi che la prevenzione dei rifiuti dovrebbe essere una priorità e che il riutilizzo e il riciclaggio dovrebbero essere preferiti al recupero di energia dai rifiuti, in quanto sono la migliore opzione ecologica.
Nella misura in cui sono contemplati da altra normativa comunitaria, sono esclusi dall'ambito di applicazione una serie di rifiuti quali le acque di scarico, taluni sottoprodotti di origine animale e le carcasse di animali morti per cause diverse dalla macellazione nonché i rifiuti risultanti dalla prospezione, dall’estrazione, dal trattamento e dall’ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave. Sono inoltre esclusi gli effluenti gassosi emessi in atmosfera, il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, i rifiuti radioattivi, i materiali esplosivi in disuso e la paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati nell’attività agricola.

Gerarchia dei rifiuti: prima di tutto la prevenzione e la riduzione
La direttiva stabilisce una gerarchia dei rifiuti da applicarsi in linea generale alla normativa e alla politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti. In testa alla gerarchia figurano la prevenzione e la riduzione, ossia misure - prese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto - che riducono la quantità dei rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l'estensione del loro ciclo di vita, gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull'ambiente e la salute umana oppure il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti.
Segue poi la preparazione per il riutilizzo, ovvero le operazioni di controllo, pulizia e riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento. Viene poi il riciclaggio, ossia qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Esso include il ritrattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento. Segue poi il recupero di altro tipo, come il recupero di energia. A questo proposito, la direttiva precisa che gli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani possono essere intesi come attività di recupero unicamente se rispondono a determinati requisiti di "efficienza energetica". Vi è, infine, lo smaltimento che consiste in qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quando l'operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia, come il deposito in discarica, la biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli, l’iniezione dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o in faglie geologiche naturali.
Nell'applicare questa gerarchia dei rifiuti, precisa la direttiva, gli Stati membri devono adottare misure volte a incoraggiare le opzioni «che danno il miglior risultato ambientale complessivo». Devono anche tenere conto dei principi generali di precauzione e sostenibilità in materia di protezione dell'ambiente, della fattibilità tecnica e praticabilità economica, della protezione delle risorse nonché degli impatti complessivi sociali, economici, sanitari e ambientali.

Raccolta differenziata per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e il riciclaggio
Accogliendo quanto richiesto dai deputati, il compromesso chiede agli Stati membri di adottare le misure necessarie per promuovere il riutilizzo dei prodotti e le attività di preparazione al riutilizzo. Si tratta, in particolare, di incoraggiare la costituzione e il sostegno di reti accreditate di riutilizzo e di riparazione, di ricorrere a strumenti economici e a criteri per l'aggiudicazione degli appalti e di fissare obiettivi quantitativi. Gli Stati membri sono chiamati inoltre a prendere misure per promuovere il riciclaggio di alta qualità e, a tal fine, dovranno predisporre regimi separati di raccolta dei rifiuti praticabili dal punto di vista ambientale ed economico volti a garantire il rispetto dei necessari criteri qualitativi per i pertinenti settori di riciclaggio.
Entro il 2015, come chiesto dai deputati, gli Stati membri dovranno quindi istituire regimi di raccolta differenziata «almeno» per la carta, il metallo, la plastica e il vetro. Dovranno pertanto adottare le misure necessarie affinché, entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti domestici di carta, metallo, plastica e vetro (e, possibilmente, di altra origine) siano aumentati a un minimo del 50% in peso. Entro lo stesso anno, inoltre, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di altri materiali di recupero, inclusi i rifiuti di costruzioni e demolizioni non pericolosi, dovranno essere aumentati di almeno il 70%.
Spetterà alla Commissione stabilire le norme dettagliate riguardo ai metodi di calcolo per verificare il raggiungimento di tali obiettivi e, entro il 2014, dovrà esaminare le misure e gli obiettivi per eventualmente proporne il rafforzamento e l'introduzione di obiettivi per altri flussi di rifiuti. Ogni tre anni, invece, gli Stati membri dovranno stilare una relazione in merito ai risultati ottenuti e, qualora gli obiettivi non fossero raggiunti, spiegarne le ragioni, illustrando le misure che intendono prendere per porvi rimedio.

Prevenzione, eco-design e responsabilità estesa dei produttori
A cinque anni dall'entrata in vigore della direttiva, gli Stati membri dovranno predisporre dei programmi di prevenzione dei rifiuti in cui sono tenuti a fissare «gli obiettivi di prevenzione», descrivere le misure di prevenzione esistenti e valutare l'utilità degli esempi di misure indicate dalla direttiva. Lo scopo di tali obiettivi e misure, è precisato, è «di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti». La Commissione dovrà inoltre presentare una serie di relazioni accompagnate, se necessario, da proposte di misure a sostegno delle attività di prevenzione e di attuazione dei programmi.
Così, entro il 2014, dovrà fissare obiettivi di prevenzione e disaccoppiamento dei rifiuti da raggiungere nel 2020, fondati sulle migliori prassi disponibili. Inoltre, entro il 2011, dovrà formulare un piano d'azione per ulteriori misure di sostegno a livello europeo volte, in particolare, «a modificare gli attuali modelli di consumo» e definire una politica sull'eco-design dei prodotti - che tratti sia della generazione dei rifiuti sia della presenza di sostanze pericolose in essi - con l'obiettivo di promuovere tecnologie imperniate su prodotti sostenibili, riutilizzabili e riciclabili.
Per rafforzare la prevenzione, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti, gli Stati membri possono adottare misure legislative o non legislative volte ad assicurare che qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi e tratti, venda o importi prodotti (produttore del prodotto) sia soggetto ad una responsabilità estesa del produttore. Tali misure, è precisato, possono includere l'accettazione dei prodotti restituiti e dei rifiuti che restano dopo l'utilizzo di tali prodotti, nonché la successiva gestione dei rifiuti e la responsabilità finanziaria per tali attività. Possono anche includere, come richiesto dai deputati, l’obbligo di mettere a disposizione del pubblico informazioni relative alla misura in cui il prodotto è riutilizzabile e riciclabile.
Gli Stati membri, inoltre, potranno adottare misure appropriate per incoraggiare una progettazione dei prodotti «volta a ridurre i loro impatti ambientali e la produzione di rifiuti durante la produzione e il successivo utilizzo dei prodotti e ad assicurare che il recupero e lo smaltimento dei prodotti che sono diventati rifiuti avvengano in conformità alle disposizioni della direttiva. Tali misure possono incoraggiare, tra l'altro, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti adatti all'uso multiplo, tecnicamente durevoli e che, dopo essere diventati rifiuti, sono adatti a un recupero adeguato e sicuro e a uno smaltimento compatibile con l'ambiente. Nell'applicare la responsabilità estesa del produttore, d’altra parte, gli Stati membri dovranno tenere conto «della fattibilità tecnica e della praticabilità economica» nonché «degli impatti complessivi sociali, sanitari e ambientali», rispettando l'esigenza di assicurare il corretto funzionamento del mercato interno.

Una gestione dei rifiuti che non danneggi la salute e l'ambiente
Come principio generale, gli Stati membri devono pendere le misure necessarie per garantire che la gestione dei rifiuti sia effettuata senza danneggiare la salute umana, senza recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare, «senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora o la fauna, senza causare inconvenienti da rumori od odori e senza danneggiare il paesaggio o i siti di particolare interesse». Devono inoltre garantire che, all'interno del loro territorio, gli stabilimenti o le imprese che provvedono alla raccolta o al trasporto di rifiuti a titolo professionale «conferiscano i rifiuti raccolti e trasportati agli appositi impianti di trattamento».
In forza alla direttiva, secondo il principio "chi inquina paga", i costi della gestione dei rifiuti devono essere sostenuti dal produttore iniziale o dai detentori del momento o dai detentori precedenti dei rifiuti. Gli Stati membri, tuttavia, possono decidere che i costi della gestione dei rifiuti siano sostenuti parzialmente o interamente dal produttore del prodotto causa dei rifiuti e che i distributori di tale prodotto possano contribuire alla copertura di tali costi.
Gli Stati membri provvedono affinché le rispettive autorità competenti predispongano uno o più piani di gestione dei rifiuti che coprano, singolarmente o in combinazione tra loro, la totalità del loro territorio. Questi dovranno comprendere un’analisi della situazione della gestione dei rifiuti esistente nonché le misure da adottare per migliorare una preparazione per il riutilizzo, un riciclaggio, un recupero e uno smaltimento dei rifiuti corretti dal punto vista ambientale. Più in particolare, dovranno includere almeno il tipo, quantità e fonte dei rifiuti prodotti all'interno del territorio, i sistemi di raccolta dei rifiuti e grandi impianti di smaltimento e recupero esistenti, una valutazione della necessità di nuovi sistemi di raccolta, della chiusura degli impianti per i rifiuti esistenti, di ulteriori infrastrutture per gli impianti per i rifiuti e, se necessario, degli investimenti correlati, nonché le informazioni sufficienti sui criteri di riferimento per l’individuazione dei siti e la capacità dei futuri impianti di smaltimento o dei grandi impianti di recupero.

Autorizzazioni, responsabilità e sanzioni
La direttiva chiede agli Stati membri di imporre a qualsiasi ente o impresa che intende effettuare il trattamento dei rifiuti di ottenere l’autorizzazione dell'autorità competente. Tale autorizzazione, che può essere concessa per un periodo determinato ed essere rinnovata, dovrà precisare almeno i tipi e i quantitativi di rifiuti che possono essere trattati, i requisiti tecnici e di altro tipo applicabili al sito interessato, le misure precauzionali e di sicurezza da prendere, il metodo da utilizzare per ciascun tipo di operazione, le operazioni di monitoraggio e di controllo che si rivelano necessarie e, infine, le disposizioni relative alla chiusura e agli interventi ad essa successivi che si rivelano necessarie. L’autorizzazione dovrà essere negata qualora l'autorità competente ritenga che il metodo di trattamento previsto «sia inaccettabile dal punto di vista della protezione dell’ambiente». E' poi precisato che le autorizzazioni concernenti l'incenerimento o il coincenerimento con recupero di energia «sono subordinate alla condizione che il recupero avvenga con un livello elevato di efficienza energetica».
Gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento dei rifiuti, gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti a titolo professionale, gli intermediari e i commercianti nonché gli enti o le imprese che producono rifiuti pericolosi dovranno essere soggetti a adeguate ispezioni periodiche da parte delle autorità competenti. Le ispezioni relative alle operazioni di raccolta e di trasporto dei rifiuti dovranno riguardare «l’origine, la natura, la quantità e la destinazione dei rifiuti raccolti e trasportati».
Gli Stati membri potranno precisare le condizioni della responsabilità e decidere in quali casi il produttore originario conserva la responsabilità per l'intera catena di trattamento o in quali casi la responsabilità del produttore e del detentore può essere condivisa o delegata tra i diversi soggetti della catena di trattamento. Possono anche decidere che la responsabilità di provvedere alla gestione dei rifiuti sia sostenuta parzialmente o interamente dal produttore del prodotto causa dei rifiuti e che i distributori di tale prodotto possano condividere tale responsabilità.  Gli Stati membri saranno inoltre tenuti a adottare le misure necessarie per vietare l'abbandono, lo scarico e la gestione incontrollata dei rifiuti e dovranno emanare le misure relative alle sanzioni da infliggere in caso di violazione delle disposizioni della direttiva e assicurarne l'applicazione. Le sanzioni dovranno essere «efficaci, proporzionate e dissuasive».

A6-0162/2008
Relazione sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive
Caroline JACKSON (PPE/DE, UK)
Procedura: Codecisione, seconda lettura
Dibattito: 16.6.2008

 

 
< Prec.   Pros. >

Cerca nel sito

News

Quando le nostre risorse diventano rifiuti dobbiamo trovare un modo di riciclarle e di trasformarle nuovamente in risorse utili.

 

E’ possibile da qualche giorno scaricare (per ora solo in lingua inglese, prossimamente anche nelle altre lingue ufficiali dell’Unione Europea ) la copia integrale del libro verde sui rifiuti biodegradabili, vale a dire quei rifiuti provenienti da ambienti domestici, parchi e giardini, quelli alimentari provenienti da ristoranti e magazzini di vendita al dettaglio e quelli derivanti dalla trasformazione alimentare.

Leggi tutto...
 

foto_6.jpgMercoledì 17 dicembre scorso,  si è svolta la premiazione del concorso per le scuole organizzato dallo sportello informativo sui rifiuti  e che ha visto come protagonista il X Circolo di Crotone. A ritirare il premio è stata la professoressa Giuseppina Grande che ha accompagnato la classe che ha realizzato le strisce fumetto vincenti.
I ragazzi hanno dimostrato grande sensibilità e conoscenza delle tematiche ambientali riuscendo a coniugare nei loro lavori la competenza necessaria e perché no anche un buon senso estetico. Un successo meritato quindi anche in virtù di un impegno quotidiano di questi ragazzi verso il rispetto dell’ambiente e dimostrato da un forte e allegro entusiasmo che li ha accompagnati per tutto l’arco della visita agli stand del secondo workshop sull’ambiente organizzato dalla Provincia di Crotone.
Sotto alcune fotografie che testimoniano il momento della visita e della premiazione, al cospetto dell’assessore provinciale all’ambiente Claudio Liotti.

Foto: La classe vincitrice del concorso

Leggi tutto...
 
“Gestire” nel modo migliore possibile i rifiuti è un problema antico almeno quanto è antico il concetto di società e convivenza. Da sempre infatti le comunità hanno avvertito il bisogno di limitare i problemi legati alla produzione di rifiuti e trovare il modo migliore per disfarsi di ciò che non serviva più o non era più utilizzabile.
I modi e le “strategie” usate sono state naturalmente differenti nel corso dei secoli ed hanno risentito delle credenze, delle conoscenze e non da ultimo della sensibilità dei vari periodi storici.
Leggi tutto...
 
tetrapak.jpgprovincia_di_crotone.jpg
Tetrapak e Provincia di Crotone, un binomio inedito e vincente, una collaborazione inerente il mondo della sensibilizzazione ed educazione ambientale rivolta alle scuole e che sarà operativa per tutto l’arco della seconda edizione del Workshop sull’ambiente: Un territorio da esplorare.
Leggi tutto...
 

logo_workshop2008.gif“UN TERRITORIO DA ESPLORARE”
2° WORKSHOP SULL’AMBIENTE
DELLA PROVINCIA DI CROTONE

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
C\O ASSESSORATO ALL’AMBIENTE
TEL. E FAX 0962-952.234
EMAIL: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


 

Scarica il programma in formato PDF

Leggi tutto...
 

gomibako.jpgGomibako (“cestino” in lingua giapponese), si chiama così il primo videogame dedicato ai rifiuti e al ciclo di raccolta differenziata. Sviluppato per la famosa Playstation 3 , la console attualmente più evoluta e tra le più vendute nel mondo, il gioco ricalca - utilizzando il principio del classico puzzle game - in maniera piuttosto fedele il percorso tipico di un rifiuto, dal cestino di casa al cassonetto della spazzatura.

Leggi tutto...
 

Comunicato stampa  n.  39/2008
RIFIUTI: riduzione e riciclaggio

Questo il tema che sarà affrontato nella prossima edizione della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dal 10 al 16 novembre 2008 sotto l’egida della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Leggi tutto...
 

Dal 22 al 30 novembre 2008 si terrà la Settimana europea sulla riduzione dei rifiuti, SERD 2008, coordinata dall’ACR+ (Associazione europea delle Città e Regioni per il riciclaggio e la gestione sostenibile delle risorse).
L’Italia si è ufficialmente candidata a partecipare alla Settimana con un gruppo di istituzioni ed associazioni già impegnate sul fronte della gestione sostenibile dei rifiuti: Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, Federambiente, Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, Rifiuti 21 Network, Legambiente, Comuni virtuosi.
La campagna informativa, a cura del Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, è basata sulla campagna europea «-kg» dell’ACR+ ed ha come obiettivo quello di far conoscere ad un pubblico più vasto possibile l’importanza delle politiche e delle pratiche di riduzione dei rifiuti nonché fornire una lista di consigli utili per ridurre i rifiuti mostrando la diversità di azioni possibili in diversi luoghi e per diversi soggetti implicati.

Per maggiori informazioni e per scaricare la documentazione della campagna cliccare al seguente indirizzo:

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=10305

 
Campagna "Io differenzio "

io_differenzio.jpg
Clicca sulla foto per visualizzare lo spot in onda in questi giorni sulle reti Rai
Leggi tutto...
 

Il Parlamento Europeo chiamato ad adottare definitivamente una direttiva che, al fine di proteggere l’ambiente e la salute umana, fissa misure per ridurre la produzione di rifiuti, anche incentivando l'eco-design, e impone il ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015 per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e riciclaggio nel 2020. Prevede poi la definizione di programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità e sanzioni.

Leggi tutto...
 


Fonte: Gruppo di Lavoro sulla Prevenzione
(Federambiente)

Bere acqua del rubinetto è un contributo individuale alla riduzione dei rifiuti con un semplice gesto quotidiano, per non parlare del risparmio economico e della comodità di averla direttamente in casa.

Leggi tutto...
 
Leggi tutto...
 

Fonte: http://www.e-gazette.it/

Strasburgo, 23 giugno – Riduzione della produzione dei rifiuti, ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015 per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e il riciclaggio nel 2020, ma anche programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità, sanzioni e ispezione degli impianti.

Leggi tutto...
 
kidrecl.jpgA questo link , tutte le informazioni per un corretto smaltimento di numerose tipologie di rifiuti
Leggi tutto...
 
2 Seminari "Verso il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti:
a partire dalle esperienze locali"

Leggi tutto...
 
Fonte: IL QUOTIDIANO del 28 maggio 2008
Leggi tutto...
 

Si chiama "Rici-Creando" il progetto realizzato dalla scuola primaria dell'I.C. di Cirò, che ha visto tutti i bambini impegnati nel riciclaggio e nella creazione di vere opere d'arte attraverso carta e plastica.

 

Leggi tutto...
 
Progetto recuperolandia finalizzato a sensibilizzare i giovani al rispetto ambientale e ad incentivare la raccolta differenziata nella cittadina e a diminuire la quantità dei rifiuti nell’area urbana.
Leggi tutto...
 
thumb_manifesto.jpg

18/04/2008 - PRESENTATO ALLE SCUOLE DALL'ASSESSORATO ALL'AMBIENTE IL PORTALE INFORMATIVO DEI RIFIUTI



Leggi tutto...
 
th_scolaro.jpgFumetti & Vignette sul tema dei Rifiuti
Concorso d'illustrazioni per le scuole della Provincia di Crotone
Leggi tutto...
 
th_fotografo.jpgIl rifiuto in un clik
Concorso fotografico per i residenti nella Provincia di Crotone 
Leggi tutto...
 
th_sindaco.jpgComunicAmbiente
Concorso a Premi per Pubbliche Amministrazioni
Leggi tutto...
 
giochi.jpg

Iscrizione newsletter

Iscrivendoti riceverai tutte le news del portale

Nome
E-mail

Sondaggi

Come ti sembra il nuovo portale sui rifiuti?
 
© 2008 Sportello Rifiuti della Provincia di Crotone | validazione css | area admin | area editor
Webdesign auf Usedom and Joomla